fotografia 3D

CONSIDERAZIONI

SUI SISTEMI TRIDIMENSIONALI

PREMESSA

 

Breve introduzione: prendete la vostra normale fotocamera ed inquadrate una fontanella, una qualsiasi cosa ferma;  fatto il primo scatto, spostatevi lateralmente di circa un trentesimo della distanza dal soggetto (se la distanza è di tre metri spostatevi di circa 10cm)  stando attenti a mantenere l’inquadratura al massimo uguale sul piano orizzontale, spostatevi se volete ancora di circa10cm e fate un’altro scatto.

Ora avete in memoria più immagini bidimensionali sfalsate lateralmente che potranno generare diverse immagini tridimensionali di sicuro effetto, senz’altro diverse come prospettiva; capito? Per documentazione reale di avanzamenti lavori di restauro si opera così, da sempre!

Fare foto 3D costa pochissimo. Se poi avete un amico con un telefonino uguale al vostro con il bluetooth, avete già tutto gratis sincronizzatissimo per qualsiasi immagine.   

                Guardare sino a VEDERE 3D è come imparare ad andare in bicicletta: una volta imparato, non lo si scorda più!

La visione tridimensionale (stereopsi) nella prima infanzia viene assolutamente considerata e studiata troppo poco, la si ritiene solo accessorio naturale senza pensare all’enorme ed esclusiva funzione informativa che esplica nella nostra vita. L’importanza della stereopsi (o percezione tridimensionale) rende possibile il progredire dell’umanità. Con l’avvento dei nuovi film 3D è stato affermato che persino i bambini di tre anni hanno vantaggi medici con gli occhiali polaroid.

 

E ora parliamo di immagini 3D.

Siamo ormai, o finalmente, nell'era del digitale.

La fotografia tridimensionale non è mai morta - dicono gli scettici - perché non è mai nata; considerare mai nata una espressione artistica che da prima del 1850 meraviglia sia gli spettatori che gli stessi autori, è ridicolo. Ormai bisogna parlare genericamente di immagine tridimensionale.

Asserire che il 3D gode solo saltuariamente del favore del pubblico è come, da ateo, parlare dottamente del sesso degli angeli.

            La visione bioculare permette di aumentare la profondità di campo, necessaria per la visione 3D: se l’immagine destra è a fuoco da due metri a cinque metri e la sinistra da 4 metri all'infinito, la mente umana vedrà a fuoco e tridimensionale tutto, senza rendersi conto che la tridimensionalità è determinata da una sola immagine a fuoco (immagine dominante) ed una fuori fuoco (immagine di supporto) come avviene nella realtà. Gli scettici asseriscono che il 3D affascina i vecchi: è vero, annulla gli handicap!

Sicuramente tutti avranno passato una visita oculistica: l’ottico controlla un occhio alla volta con lenti correttive graduate; però, anche se ogni occhio singolarmente viene corretto al massimo, la visione contemporanea dei due occhi, ossia la visione stereo, risulterà sempre più nitida di quella dell’occhio migliore; questa prerogativa è di enorme aiuto nella captabilità dell'immagine tridimensionale.

La stampa a dominanza bicromatica (anàglifo) nel suo limite è sorprendente ed economica.

Finalmente sono in commercio  fotocamere sincronizzate o sincronizzabili adatte alla ripresa 3D svincolata dalla interbase fissa per la "creazione" di immagini tridimensionali. Non accettare questa realtà equivale a proibire l'uso di grandangolari, teleobiettivi e zoom.

            Il termine "creazione" viene usato perché la vera tridimensionalità non deve essere legata alla personale distanza interpupillare; i binocoli ed i microscopi 3D hanno una interdistanza delle ottiche ben diversa da quella degli oculari.

PRINCIPI FONDAMENTALI

La visione stereo è determinata da una ragione naturale: un oggetto a distanza infinita viene visto dai nostri occhi su due punti perfettamente corrispondenti delle nostre retine (più precisamente nella cosiddetta area di Panum), un oggetto vicino viene visto su due punti non corrispondenti.

Quando guardiamo il volto di un nostro interlocutore ad un metro (occhi convergenti), vediamo anche oltre,forse fuori fuoco ma sicuramente fuori convergenza, ossia con immagine scoordinata: se qualcosa di strano appare -o ci sembra che appaia- nel campo di visione, istintivamente guardiamo, osserviamo, valutiamo; poi ci rimettiamo a guardare l'interlocutore (che seguitavamo lo stesso a vedere) e torniamo a vedere lo sfondo con la cosiddetta coda dell'occhio.

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Insomma, nell'ordine: vediamo, guardiamo, notiamo, osserviamo ed infine CAPIAMO.

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OCCHIO DOMINANTE

Basta prendere una pagina di giornale e praticarvi circa al centro un bucaccio sui tre centimetri; tenendo il foglio disteso davanti a noi con ambedue le braccia, si guarda attraverso il foro un oggetto a qualche metro di distanza: ebbene, se chiudiamo alternativamente i nostri occhi ci accorgiamo che solo uno, quello dominante, vede l'oggetto che abbiamo deciso di guardare, l'altro occhio vede solo il foglio persino fuori fuoco con un buco senza senso; insomma, l'occhio dominante vede bidimensionalmente, quello di supporto guarda e basta, sempre solo bidimensionalmente, ma captiamo il tridimensionale anche se in realtò vediamo solo in 2D.

Nel caso di osservazione anaglittica, anche i daltonici vedono 3D: la ricostruzione dell'immagine 3D è demandata solo alla saturazione dei filtri.

            L'occhio umano non vuole mai vedere fuori fuoco, non deve vedere fuori fuoco, per questo chiede aiuto agli occhiali ed alle lenti a contatto ed alle operazioni chirurgiche; per gli anziani l'occhiale multifocale è solo una scomoda necessità; il cervello sceglierà poi se, guidando l'auto, è meglio guardare un particolare del cruscotto a 50 centimetri oppure quella lucetta intermittente distante chilometri.

            Un'indagine ben condotta da riviste tecniche inglesi del settore dimostra che l'immagine 3D viene osservata con interesse per un tempo almeno quadruplo della stessa immagine bidimensionale; lo stesso test dimostra che l'immagine 3D attrae l'attenzione esattamente come un'immagine standard di base e altezza doppia (ossia, considerando l'area, il rapporto d'interesse 1 a 4 risulta confermato).

Vedere, guardare, osservare ed infine automaticamente capire come nella realtà è possibile solo nel 3D, e questa caratteristica è preziosa.

COME SI REALIZZA UN’IMMAGINE 3D

Esiste in commercio, e funziona perfettamente, una compatta digitale stereo Fuij con restroschermo lenticolare: la funzionalità è assoluta, la visione stereo su retroschermo per singolo fruitore è ottima, la resa 3D con polaroid passivi su televisore ad almeno 200 hertz è stupenda ma la macchina permette solo riprese a sviluppo orizzontale con finestra d’ingresso entro due metri: di repertorio permette la stampa lenticolare  perfetta ma costosa (15 € per una copia 15,2 x 22,8cm), la clonazione anaglittica costa dieci volte di meno!

A parer mio, per cominciare bastano due macchine con ottica uguale (non costose); si avranno risultati 3D veramente soddisfacenti anche con le "usa e getta" analogiche.

                                                    COME SI OSSERVA

            è assolutamente necessario che ogni occhio riceva la sola immagine a lui destinata.

ANAGLIFO              

(stampa che simula il rilievo)

            Per creare un anàglifo è fondamentale partire da un occhialino sinistro-destro a colori complementari al nero. Ciò vuol dire che due paia di occhialini identici sovrapposti DX su DX  e S su S  debbono "SEMPRE" far passare la luce: se invece la sovrapposizione degli occhialini avvienein maniera contrapposta (oculare sinistro sull'oculare destro) la luce "NON PASSA".

Sempre di più si usano i colori CIANO e MAGENTA.

Per la proiezione anaglittica basta un solo proiettore e l'immagine è trasmettibile in televisione, si può immettere su Internet.

ALCUNI ESEMPI DI STAMPE ANAGLITTICHE (sono pesanti, aspettate qualche secondo!)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Chi ha esperienza, anche solo amatoriale, di camera oscura sa che una scritta rossa su fondo bianco è invisibile se osservata con la luce di sicurezza rossa: lo stesso accade con scritte verdi se osservate in luce verde, e su questo semplice accorgimento si basa la visione anaglittica, sfruttabile (praticamente a costo zero per i fruitori) in trasmissioni televisive.

            Molti cosiddetti "scettici" non riescono a recepire la terza dimensione con lo stereovisore dia, nemmeno in coppia di stampe od in proiezione Polaroid, però avvertono l'effetto 3D anaglittico con gli occhialini bicromatici; è un fatto causato dall’assoluta irrilevanza della collaborazione mentale perchè non si deve cercare nessuna collimazione.          

            In Giappone ed Inghilterra sono in commercio coppie di foto 3D ricavate dalla sola stampa bidimensionale; c'è persino scritto quanto tempo l'autore ha impiegato per clonare tridimensionalmente l'immagine originale: per il primo perfetto esemplari in bianco e nero, TRENTA anni (una ballerina classica). Oggi, al computer, usando “trascina” sin/dx e prospettiva dei Photoshop, è possibile, in pochi minuti, rendere  tridimensionale una immagine 3D: come pensate che facciano ad Hollywood?

PARALLASSE POSITIVA, NULLA, NEGATIVA

            Su schermo di qualunque tipo, per convenzione si denomina "immagine ad effetto di parallasse nulla" l'immagine che si apprezza sullo stesso piano dello schermo; si dice che un'immagine è "a parallasse negativa" quando appare dietro lo schermo; le immagini che appaiono davanti, sospese in aria tra lo spettatore e lo schermo stesso, sono denominate "a parallasse positiva": queste sono le più belle, le più sorprendenti.

             

APPLICAZIONI E TECNICHE PARTICOLARI

 

STEREORADIOGRAFIA

            In Roma, l'ultima conferenza con diaproiezioni di strereoradiogrammi è stata tenuta dal professore Giovanni Lupacciolu il 25 maggio 1965: con i mezzi di adesso….

            La coppia stereo di radoigrafia si otteneva in successione spostando il paziente di15 o 20cm. Nota personale: all’Accademia Lancisiana, durante una conferenza, ho sentito affermare che dei bambini molto piccoli, costretti per qualche giorno ad una visione monooculare, dopo aver preso in mano una piantina di basilico cercavano di prendere una quercia distante trenta metri perché, angolarmente, copriva lo stesso campo visivo della piantina acchiappata poco prima ! Mi dovetti curare l’occhio sinistro e mi rilasciarono un certificato medico per guidare sino a casa vedendo con un solo occhio: una volta al volante dell’auto capii che sarei stato un pericolo pubblico, mi sbendai l’occhio e (con il solo 10% di visus stereo) riuscii a  guidare con sicurezza.

MACROFOTOGRAFIA

            La coppia di macrofoto 3D necessita sempre di un'interbase di circa 1/30 della distanza soggetto: per una moneta a 30 cm, spostamento da 6 a10 mm; per un insetto a 10 cm, bastano 2 o 4 mm. Conviene fare le due riprese convergenti in maniera adeguata, spostando  il soggetto posto sopra un piano ruotante.           

            Protesi dentarie, gioielli, monete antiche e reperti di ogni genere possono essere visti ed osservati meglio che nella realtà con un'immagine 3D in dia o stampa: per l'insegnamento può essere un vantaggio enorme. Tutta la classe può guardare il medesimo soggetto con spesa irrisoria: invece di microscopi costosi con molti oggetti per forza non identici, moltissimi visori economici (molto economici) con un soggetto uguale per tutti, insegnante compreso.

            Un campionario di bigiotteria può essere arricchito in maniera molto leggera, con pochissimo spazio; ampliare un campionario di argenteria e gioielleria non rende assolutamente più oneroso l'impegno economico.

PANORAMI

Panorami 3D si ottengono anche da una sola macchina o con due radiocomandate; infatti per la regola dell'interbase, tra le due immagini a volte necessita una sfalsatura di 20, 50 ed anche100 metri.

Vedere 3D un giardino ben realizzato è possibile; cercare di rendere la realtà di un parco tramite immagini perfette ma senza profondità è come pretendere di conoscere i sentimenti dell'Innominato e Donna Gertrude leggendo la trama del telefilm Gli Sposi Promessi.

 

RIPRESE SPORTIVE

            Specialmente in questo settore è necessaria l'interbasevariabile e sommatoria .

 La stereoscopia (o stereopsi) dal punto di vista oculistico si divide in stereoscopia assoluta e stereoscopia relativa.

            La stereoscopia assoluta è quella che ci permette di valutare la distanza del primo oggetto che osserviamo (il più vicino a noi); quella relativaci permette di valutare (sempre con Euclide) le interdistanze tra i vari oggetti che osserviamo oltre il più vicino a noi: è logico che i nostri occhi, senza aiuto tecnico, non possano più discernere oltre i venti, trenta metri.

            Studi oculistici hanno dimostrato che la stereoscopia viene captata al 100% sul piano orizzontale, all'80% su quello verticale e solo al 30% su quello diagonale.

             Tutti avranno visto una corsa di Formula Uno in televisione: viste di fronte, con un fuoco lungo, le macchine sembrano tamponarsi; la ripresa da bordo pista o da elicottero rende giustizia sui veri distacchi. Una foto scattata con la stessa base, ma con focale diversa (ripeto), sarà diversa come campo d’osservazione, ma equivalente come resa 3D nel particolare coincidente.

LE PROSPETTIVE

Specie ora che c'è crisi di spettatori e di afflusso di denaro nel mondo del calcio, creare una piattaforma che permetta agli spettatori di vedere qualcosa di nuovo in diretta od in differita può essere un affare vero. Personalmente soltanto vedendo la Domenica Sportiva ho capito come Signori, Chinaglia, Totti avessero segnato.

            Oggi la stereoimmagine ha la possibilità di occupare una nicchia privilegiata nei più diversi settori dello spettacolo e dell'editoria.

            Stampe 3D su giornali e periodici, anche di qualità scadente, danno immagini in rilievo dall'effetto straordinario; nel 1955 un paginone del Messaggero era pieno di foto bicromatiche del film Pane Amore e Gelosia, la rivista Noi ha presentato foto 3D (fatte veramente bene), lo stesso fanno normalmente pubblicazioni (anche porno) americane, inglesi, giapponesi; anche i fumetti hanno scene 3D.

                        La fotografia 3D è solo un simulacro di ciò che rappresenta: può bastare per ricordare un dipinto, ma un'immagine piatta del Mosè di Michelangelo è solo un fantasma senza slancio aereo, privo di quell'anima di pietra che tanto impressionò lo stesso autore.

Riprendendo 3D un monumento con una interbase dieci volte superiore alla distanza interpupillare umana, si ottiene l'immagine 3D di un modello scala1 a10.

            Un’immagine 3D su scala millimetrata dotata di bande di colore a confronto può rendere la ricettazione molto difficile; è possibile consultare in tempo reale le banche dati di ogni assicurazione, gioielleria, museo od archivio giudiziario.           

 C'è molta differenza tra guardare e vedere una immagine 3D: guardarla significa sfiorarla solo con la punta di un dito dell'immaginazione, vederla vuol dire afferrarla con le mani della propria mente e poter scrutare, punto dopo punto, tutto il campo visivo, dardeggiando gli occhi su ogni singolo particolare e piano prospettico, sempre con la stessa messa a fuoco e senza scomode convergenze, in piena rilassatezza psicofisica.

 

E' stato scritto che la luce è lo scalpello dell'immagine: ciò accade solo nella foto tridimensionale, la foto bidimensionale è solo un disegno, non un bassorilievo.

GITE IN MONTAGNA

 

Spesso  ci troviamo in mano un mucchio di stampine 10 X 15 che sono semplici  appunti di viaggio dei posti che ci hanno riempito lo sguardo di meraviglia; la vista ad almeno 130 gradi originale si è contratta in un’immaginetta che copre a mala pena 10°. Il risultato è penoso. Oltretutto, la visione reiterata del ricordino 10x15 poco a poco annulla il ricordo del più bel panorama; col passare del tempo non ci si ricorderà più della visione originale, ma solo della visione della stampina.

La rivista WIN, nel numero IV del 2003, 53° dalla prima uscita, ha fornito in edicola, al prezzo complessivo di 3,90 €, un occhiale rosso/verde per anaglifi e un CD con un programma per la creazione degli stessi: funziona, c'è anche un articolo leggero corredato da esempi e spiegazioni, semplici e chiare. Il fax del distributore è 0465/501260, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Il sistema VRS (virtual reality sistem) è realistico: non c'è assolutamente il brutto effetto da cartolina ritagliata augurale, il 3D è pieno, non ha quinte differenziate nello spazio, ciò che DEVE essere tondo sembra veramente tondo.

IMPORTANTE: Il fotografo associato ISU Kenn Burgess ha pubblicato, corredato da esempi in doppia coppia stereo, un articolo per illustrare l’uso di due telefonini, o fotofonini, NOKIA a sincronizzazione totale, senza fili e con interbase da0 adieci metri. Tutto questo tramite la connessione “ Bluetooth” già incorporata nella scheda digitale dei due telefonini; il programma di accoppiamento delle due immagini è acquistabile rivolgendosi a Ken Burgess Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Questa è la realizzazione di quanto personalmente sognato dal 1994.

                La stereoscopia assoluta, ripeto, è legata all’interbase di ripresa e dipende dalla prima cosa che si vuole 3D evidente non spuria, quella relativa evidenzia le interdistanze tra i vari soggetti in orizzontale, in obliquo e verticale: la prospettiva dipende dalla focalità delle ottiche, ma è molto, molto meno importante dell’interbase.

             15 ottobre 2008: sono stato invitato all’inaugurazione di una mostra Immaginario nucleare. L’autore delle foto è Armin Linke; mi ha scritto una dedica sul bellissimo libro (prefazione di Pier Luigi Bersani) che mi ha dato in omaggio: mi ringrazia dei consigli e mi chiama “maestro”. Troppo buono, mi ha fatto molto piacere - in fin dei conti sono oltre vent’anni che predico al vento.

 

So per esperienza che l’immagine anaglittica creata sul monitor è almeno SETTE volte meno nitida di quella stampata.

 10 maggio 2009: ho ricevuto una e_mail da Roberto Soldati; mi ha scritto, come che 6 miei visori erano stati distrutti sulle torri gemelle e mi ha asserito che, degli almeno 200 visori da me forniti, parecchi sono installati in diverse parti del mondo, sarò un postumo famoso.

.Ho stampato alcune coppie in formato totale 12x18: visione con l’economico LOREO perfetta: è il miglior risultato mai ottenuto, addirittura comparabile con la visione stereo delle diapositive, con il vantaggio che le copie -migliorabili come contrasto, cromaticità e taglio dell’inquadratura- costano pochissimo mentre le copie dia (sia Leica che Rolleiflex) erano costose, difficilmente modificabili e sempre dequalificate; adesso, avanti con il 13x20.

                                           Filmati tridimensionali

            Le riprese cinematografiche possono essere attive (la telecamera segue i soggetti) e passive (ad inquadratura fissa mentre si spostano i soggetti). 

Conviene il cinema passivo, ossia usare più telecamere ferme (prendere ad esempio il tango degli scoiattoli di “Era Glaciale 3”)cambiando inquadratura quando serve in maniera logica, evitando l’effetto di “film rotto ed incollato male”.

Ho provato il nuovo visorino tascabile (con un comodo elastichetto!) della LOREO: la focale è molto più lunga del solito, si capisce dal logo che ha destinazione non fotografica ma da schermo di computer;  spero che venga ancora prodotto il vecchio, ottimo tipo.

La Luxottica, in accordo con la Dreamwork, sta producendo degli occhiali POLAROID passivi (di classe elevata) negli Stati Uniti da vendere nei negozi di ottica al fine di permettere allo spettatore di avere un ampio campo di visione: si potrà, dicono, vedere osservando a destra e sinistra per seguire l’azione sullo schermo in cinematografia passiva muovendo gli occhi senza ruotare il collo !?!?. Probabilmente sarà stato fatta un’indagine di mercato per cui si mirerà a quel settore di miopi, presbiti ed astigmatici che possono permettersi di avere l’occhiale graduato specifico per il cinema e la televisione: se poi viene fuori che sono ottimi anche per la vita di tutti i giorni come occhiali da sole, con il filtraggio polaroid selettivo e la schermatuta luminosa almeno del 55%, meglio così.

Nelle Grandi Sale i polaroid non hanno rivali; io ho sempre letto il consiglio dei venti minuti come limite di sopportabilità del bicromatico.

Luxottica sbrigati! La Roxia (Sonic solution) ha immesso sul mercato (a 89,99€) un processore –Creator 2011- che, tramite occhiali anaglittici, promette di rendere 3D qualunque immagine fissa od in movimento tramite qualunque computer: “Brentwood 2, la vendetta”. Leggo che renderà godibili (?) qualunque film 3D già programmato senza badare al metodo sorgivo.

Praticamente, è l’evoluzione digitale del registratore Sanyo che esisteva nel 1996.

21 ottobre 2010: leggo e controllo bene quanto segue: il Giappone si è proposto come organizzatore del Campionato Mondiale di Calcio per il 2018; offre la diretta stereoscopica su 400 campi virtuali in tutto il mondo da vedere senza occhiali speciali utilizzando 200 telecamere; l’utente dovrebbe guardare a 360 gradi con la possibilità, volendo, di cambiare postazione di visione: bordocampo, tribuna laterale, dall’alto della gradinata posta dietro la porta prescelta etc.

Tutto considerato, però però…: è proprio una bellezza vedere tutti questi film tridimensionali?

I televisoroni a microled adatti al 3D, sempre secondo me, diventeranno enormi e soppianteranno del tutto i proiettori, ci scommetto da circa dieci anni.

 Fine della notizia.

Se non accade nulla di veramente nuovo (ma ho VISTO a prezzi ragionevoli dei schermoni a MICROLED!) mi fermo. Avevo ragione quando scrivevo di schermoni da grande sala con tessere LCD affiancate polarizzate sinistrorse o destrorse, ora i LED sono otto volte più piccoli di allora, sono polarizzati di fabbrica, ma anche la visione di materiale 2D senza occhiali è stupenda!

Mi sono convinto (forse poi cambierò idea, solo i fessi psicofissi!) che il cinema 3D, ossia l’uso della stereoscopia, non sia sempre un vantaggio per lo spettacolo. Vedo un futuro 3D nelle riprese sportive, per i balletti classici e non, per gli spettacoli acrobatici, ma un filmone di sentimenti e sfumature espressive che se ne fa del 3D?

Poi, tra qualche anno, non tra qualche decina d’anni, si sono mossi i giapponesi, i cinesi copieranno certo prima del Mondiale 2018, si troverà il sistema per usare l’ologramma a sessantaquattromilacentoquattordici colori in maniera da coprire tutto il palcoscenico della Scala di Milano: largo ed alto quanto l’attuale (coordinate X ed Y), profondo sino all’infinito (coordinata Z).

            Ogni tanto, appare sulle riviste la dizione “formato 3D”, penso sempre ad una traduzione maccheronica di “format”.

            I televisori 3D, al 3 dicembre 2011, sono molto calati di prezzo. Si parla, in TV, anche di televisoroni che, con migliaia di Hertz, permetteranno una visione 3D senza occhiali (hanno usato il termine ologramma a colori).

28 gennaio 2012: ieri sera, sul tardi, troppo tardi, hanno presentato (Rai 1 canale 501 digitale terrestre) un documentario sull’olocausto, in 3D. Hanno mostrato la telecamera usata.

La coordinata Z dipende direttamente dalla interbase che fornisce le due immagini sorgive, l’ho scritto mille volte, e la telecamera mostrata ha una interbase simile ad un occhiale da bambino; forse modificheranno al computer con “storci e trascina” le scene da compattare, ma lo reputo una idiozia.

21 marzo 2012: è primavera, tira aria nuova: una Commissione Medico/oculistica ha decretato che persino i bambini di tre anni possono indossare gli occhiali per il 3D.

Fine della notizia.

P.S.     Ecco la traccia che seguivo (gli altri verbi li ho lasciati al presente) nelle conferenze, sperando di farmi capire sempre anche dalla zia Elvira, quella che sta in ogni famiglia, maniaca delle telenovele, che sa tutto sui Vip, Grande Fratello ed Isola dei Famosi, del bel Fili ballerino (sì, il bisnonno faceva foto 3D!) ed alla quale all’atto di andare in pensione è stata regalata una digitale piena di pulsanti (logicamente imballata, nuova nuova, senza scontrino per nascondere il prezzo per cui con garanzia non valida e senza spiegazioni fatte dal vivo).

 Anzitutto parlo dell'occhio dominante e dell'occhio succube e delle false stereocoppie del secolo scorso.

1)   Parlo dei bambini che poche decine di anni orsono si vedevano in giro con l'occhio dominante bendato e del fatto che allora le ragazze non portavano mai gli occhiali se non in casi disperati.

2)   Invito i presenti a guardare attraverso il foro del foglio di giornale che precedentemente è stato messo sulle loro sedie (il buco è inserito nel foglio, si sconsiglia la ricerca separata).

3)   Fuoco: l'essere umano vuole vedere sempre a fuoco, le sfocature programmate sono un

 artificio che serve solo nel bidimensionale.

4)   Parallasse positiva, nulla e negativa; coinvolgimento nel determinare la finestra d’ingresso per evitare immagini spurie nella zona focale dell’immagine 3D.

5)   Anche la luna si guarda a parallasse positivo.

6)   Ombre e colori usati come supporto ottico; meglio fotografare quando il sole è coperto.

7)    Interbase e distanza interpupillare.

8)    Memoria e ricostruzione dell'immagine.

9)    La stampina normale si sostituisce al ricordo vero e lo degrada, l'immagine stereo lo migliora.

10) Differenza tra stereoscopia assoluta e stereoscopia relativa.

11) Basta ¼ della nitidezza per le stereo.

12) Accenno al cinema 3D a 144 impulsi secondo (vecchio cinema muto a 32 impulsi).

13) Le luci dei proiettori non si sommano.

14) L'occhio dominante guarda, quello succube vede.

15) Vedere, notare, guardare, osservare, capire.

16) Il 3D annulla gli handicap.

17) Parlare di gallina, cavallo e falco.

18) Un piccolo accenno alla stereoradiografia.

19) Accenno ai registi Bryan Singer, Lukas, Cameron e Spielberg.

20) Accenno ai fotofonini sincronizzati dall’I.S.U.

21) Spiego come montare in coppia due digitali compatte economiche per ripresa foto e visione 3D.

22) Accenno alle ormai vecchie novità stereo cinesi.

23) Insisto sulla convenienza che, persino in un panorama di alta montagna, ci sia un innesco visivo che permetta di vedere 3D anteriormente alla zona a parallasse nulla.

25) Descrivo come è stato possibile ottenere le immagini 3D della corona solare.

26) Chiarisco che allo stato dell’arte si possono usare gli schermetti delle fotocamere solo per controllare l’effetto 3D, mentre già sarebbero buoni per i filmati (cinema/movimento) perché il continuo variare dei pixel guardati non fa vedere la trama ancora fastidiosa nell’immagine fissa; ripeto l’esempio dei titoli di coda del Tenente Colombo e dell’Ispettore Derrick.

27) Parlo della finestra d’ingresso con l’esempio della grande stanza con una piccola finestra sul panorama e della corda che parte da dietro la testa.

28) Spiego che l’immagine si chiama spuria quando, per eccesso di interbase, l’immagine destra in primo piano si trova troppo a destra e l’immagine sinistra troppo a sinistra, per cui le retine non possono fisiologicamente fonderle nella 3D desiderata (area di Panum).

29) Ricordo che il sistema anaglittico esiste dal 1853, quello polaroid dal 1891, che il primo stereogramma è stato disegnato a mano nel 1939 (un cappello a lobbia) ed il primo al computer nel 1956.

30) Cerco di chiarire perché l’immagine cinematografica 3D è più facile di quella fotografica: non bisogna cogliere l’attimo! E poi in prospettiva ci sono interessi economici enormi. Spiegare che una ripresa filmata 3D corrisponde al tiro al piccione con una calibro 12 apallini: anche se la mira non è precisa, la preda l’acchiappi: scattare una bella foto 3D corrisponde a colpire il bersaglio mobile con un fucile a proiettile singolo (il vecchio fucile modello ’91), o ci prendi o sbagli: in una ripresa filmata è sempre possibile inserire scene con un buon effetto stereo e tagliare quando si rischia l’immagine spuria, basta seguire una sequenza logica, evitare allo spettatore l’effetto che io chiamo “StarTrek”, insomma non si può guardare e gustare un balletto, classico o modernissimo, quando troppi cambi ravvicinati di punto di ripresa, di focale, di inquadratura ti sbalzano improvvisamente dalla prima fila di platea in galleria, da destra a sinistra, da un lato all’altro, la mente si deve resettare, capire da DOVE guarda COSA.

31) Confermo la convenienza, per uno spettacolo di immagini 3D fisse, di valersi ancora di una coppia di ottimi proiettori analogici per diapositive (ormai ce li hanno i puliscicantine), oppure di un grosso televisorone usando il sistema israeliano.

32) Consiglio, dato i crollo di prezzo delle digitali compatte (alcuni ipermercati le offrono anche sotto i 50 euro) di comperarne due, di unirle in verticale od orizzontale rispettando la linearità delle ottiche come le oneste “usa e getta” analogiche e scattare con le due mani. Il risultato può essere ottimo: sono in arrivo delle “usa e getta” digitali, concepite per essere rigenerare dal negozio che le ha vendute, vedremo. Ritorniamo, dopo cento anni, al motto KODAK: premete il bottone, al resto pensiamo noi.

33) Insisto che il mezzo passo può generare fulcri di origine dei troncoconi di partenza a livello non identico: nella visione a doppia coppia in stampa o dia il basculaggio degli oculari compensa, nella stampa anaglittica comporta grossi interventi di correzione.

34) Poiché ho ricevuto richieste per chiarire la mia preferenza per lo scatto stereo con grandangolari, anche se reputo di essere stato già abbastanza esplicito, rispiego:LA MENTE UMANAMEMORIZZA A 130°, sfruttando i movimenti naturali ed automatici del collo ed il dardeggiare involontario ma continuo degli occhi. Questa misura è sicura: la fotografia è una rappresentazione della realtà che enuclea dall'insieme quel particolare che interessa l'operatore (o chi elabora al computer lo scatto originale). La mente umana memorizza a 130° ad istanti successivi come una stampante ad aghi, la macchina fotografica memorizza COME UN TIMBRO: l’occhio vede come un'ottica standard (diciamo 45°), ma GUARDA, ossia APPREZZA, un campo visivo più stretto del VISTO, ossia si interessa solo del cuore della scena.

Poi esistono le eccezioni, ma questa è la norma di partenza.

Bisogna provare a scattare con interbase identica e focali diverse: mi raccomando, nelle riprese di interni si fa apparire nell’inquadratura il pavimento BEN PRIMA dei soffitti, ossia si fotografa ad altezza ombelico od altezza ginocchio o con la macchina lievemente piegata verso il basso, non orizzontale ad altezza occhio, ricordarsi che mentre camminiamo abbiamo sempre lo sguardo che mira davanti a noi verso il basso.

35) Spiegazione ulteriore in seguito a domande ricorrenti: l’interbase umana di circa 65mm andrebbe quasi sempre bene se le immagini 3D da osservare coprissero i 130° della visione umana, purtroppo troppo spesso guardiamo immagini che impegnano meno del 30% del nostro campo visivo, ossia il risultato è come se fosse stata usata una interbase di 20, 30mm e basta.

36) Ricordarsi inoltre che il punto di flesso dei nostri occhi ci costringe a guardare punto per punto anche il più meraviglioso panorama.

37) Ricordo che i senatori della antica Roma usavano un piccolo foro per leggere, che i rapaci hanno a volte retine bifocali; l’essere umano quando guarda con interesse qualcosa (diciamo una statuetta ad un metro di distanza) sposta spesso il capo, ossia usa da posizioni diverse la sua interpupillarità fissa; poi, analizza insieme, e cataloga, tutte le immagini dell’occhio destro, fa lo stesso con l’occhio sinistro ed alla fine memorizza la migliore ricostruzione 3D eliminando qualsiasi elemento di disturbo: le macchine stereo devono fare tutto in un’istante, per cui DEVONO esagerare in interbase per sopperire alla impossibilità di sommatoria: chiaro?

38) Preciso ulteriormente che, nelle fotocamere digitali, lo zoom ottico modifica la caduta prospettica mentre lo zoom digitale serve solo ad ingrandire un particolare lasciando assolutamente identiche le caratteristiche euclidee dell’angolazione determinata dal punto di flesso.

 

ISTRUZIONI PERLA PREPARAZIONE DIANAGLIFI

CON PROGRAMMA ADOBE PHOTOSHOP

                               Premessa : preferisco sinistro magenta, destro ciano.

1)      Preparare sul desktop i file delle due immagini scannerizzate, destra e sinistra.

2)      Aprire il programma di Photoshop

3)      Aprire sulla finestra di Photoshop le due immagini e metterle una vicina all’altra. Per fare questo si deve fare questa sequenza di operazioni: nella finestra di Photoshhop, in alto orizzontalmente c’è una striscia di menu. Fare clik su File. Fare clik su Apri. Compare una tabella “in discesa” che dice “cerca in…” con un triangoletto a destra, che è un cursore. Camminare col cursore in alto fino a che compare la scritta “desktop”. Cliccare su desktop. Compare un elenco con i nomi di tutti i file che stanno sul desktop. Cliccare sull’icona dell’immagine destra, e quindi cliccare sul rettangolo che dice “apri”. Ti compare sulla finestra di Photoshop l’immagine della diapositiva di destra. Ripeti tutto (File, Apri etc.) per l’immagine di sinistra. Ti trovi le due diapositive sulla finestra di Photoshop, e trascinando col mouse sulla barra del titolo di ciascuna le puoi mettere una vicina all’altra.

4)      Eliminare la componente rossa dall’immagine di destra; si deve fare questa sequenza di operazioni. a) attivare l’immagine di destra facendo clik sulla sua barra del titolo; b) fare clik sulla voce Immagine del menu di Photoshop, scorrere su Regola e ancora scorre su Livelli; fare clik sulla voce Livelli. Compare una tabella, e devi selezionare il canale “rosso”. Quindi, nei numeretti che stanno in basso (Output Levels) che segnano 0 e 255, devi andare su quello che segna 255 e portarlo a 0, e quindi fare clik su OK. Adesso l’immagine di destra è colorata verde/blu.

5)      Eliminare il verde e il blu dall’immagine di sinistra. Si tratta di ripetere le stesse operazioni di prima, ma portando a zero sia il valore di output del canale verde che di quello blu. Quindi: attivare l’immagine di sinistra, poi Immagine à Regola à Livelli, selezionare il canale verde, portare a zero il valore massimo, poi selezionare il canale blu, portare a zero anche quello e cliccare su OK. Adesso l’immagine di sinistra è completamente rossa.

6)      Occorre ora sistemare le due immagini su una finestra unica, per poterle poi muovere e ruotare. Quindi attivare l’immagine di destra (cliccando sulla sua barra del titolo), poi andare sulla voce Selezione del menu di photoshop e cliccare. Scegliere Tutto e cliccare. Andare sulla voce Modifica del menu di Photoshop e selezionare Copia e cliccare. Adesso dalla voce File del menu di Photoshop selezionare Nuovo e cliccare. Compare una tabella dove ci sono le dimensioni della nuova immagine da aprire. Aumenta le dimensioni in pixel di circa 200 pixel sia in altezza che in larghezza. Dalla voce Contenuto scegli “Trasparente”. Clicca su OK. Compare una nuova finestra, con lo sfondo a quadrettini bianchi e grigi.

Adesso torna sul menu principale di Photoshop alla voce Modifica, seleziona Incolla e clicca. Nella nuova finestra compare l’immagine di destra.

Attiva l’immagine di sinistra (che è ancora visibile, sotto la nuova finestra, facendo clik sul suo titolo), vai su Modifica, clicca su Copia, poi attiva la nuova immagine grande aperta prima, e dal menu Modifica clicca su Incolla. L’immagine di sinistra viene a sovrapporsi a quella di destra, che però per adesso è coperta da quella di sinistra e non si vede.

7)Adesso si deve fare in modo di vedere le due immagini una sopra l’altra. Vai su Finestre e seleziona Mostra Livelli. Compare una tabellina (si chiama “palette”) e clicca sul triangoletto vicino alla scritta “normale”. Compare un elenco; clicca su Scolora. Adesso, sulla immagine generale, le due riprese destra e sinistra sono visibili entrambe, una sull’altra; (la strada che però preferisco è LIVELLO-STILE LIVELLO- OPZIONE DI FUSIONE).

7)      Sistemare le due immagini relativamente una all’altra. Devi andare sulla colonna delle icone che mostrano tutti gli strumenti di Photoshop che compare nella finestra generale (a seconda delle impostazioni, può stare a destra o a sinistra). E’ una serie di figurine, in assemblaggio rettangolare che ne porta 2x12 (mi sembra). Vai su quella in alto a destra, a forma di freccetta, e clicca. Adesso con il mouse vai sulle immagini, clicca, e tenendo premuto il mouse muovilo. Vedrai che una delle due immagini si muove mentre l’altra rimane ferma. Controlla in 2D confusionale se dei riferimenti sicuri sono ben collimati od allineati, POI metti gli occhiali colorati e controlla l’effetto 3D. Per adesso puoi fare solo spostamento laterali o verticali. Gli stessi spostamenti invece che con il mouse si possono fare con le freccette che stanno sulla tastiera. Per ruotare una delle due immagini rispetto all’altra devi fare così: vai su Modifica nel menu generale, seleziona Trasformazione e poi Rotazione. L’immagine viene circondata da un rettangolo con dei quadratini sui lati. Con il mouse punta uno dei quadratini, clicca e tenendo premuto spostati. Vedrai che il livello attivo gira, puoi determinare tu il fulcro (conviene più di lato possibile) e ti puoi fermare quando ti pare. Per eliminare la cornicetta rettangolare fai doppio clik sull’immagine.

8)      Fare attenzione a scegliere il fulcro di rotazione: spesso conviene far coincidere un qualsiasi particolare (che diventerebbe provvisoriamente a parallasse nulla) che sia ben evidenziato vicino ad un angolo superiore, destro o sinistro, delle immagini da accoppiare: trovato l’orizzonte comune, sarà facilissimo, con la traslazione scelta dall’autore, far diventare a parallasse nulla ciò che si vuole.

9)      Unire i livelli. Vai sulla voce Livello del menu generale, seleziona Unico Livello e clicca. Adesso l’immagine è diventata unica e definitiva.Ritagliare l’immagine per eliminare le eventuali zone non necessarie, specie se prive di sovrapposizione e fastidiose in visione: si usa lo strumento Taglierina, in alto a sinistra nei rettangoli degli strumenti. Clicca sul rettangoletto e aspetta un istante. Compaiono altri rettangolini, che sono tutti i tipi di selezione che si possono fare. Spostati su quello più scuro (la taglierina) e alza il tasto del mouse. Poi vai sull’angolo in alto a sinistra dell’immagine, clicca e spostati diagonalmente. La traccia della taglierina si allarga. Fermati quando ti pare, poi con il mouse puoi allargare o restringere o spostare i lati del rettangolo. Quando hai esattamente incorniciato quello che vuoi salvare, fai doppio clik al centro dell’immagine, e tutto il resto viene tagliato.

10)  Eventualmente puoi modificare un po’ la saturazione generale, i colori, la luminosità e il contrasto lavorando sull’immagine dal menu generale (Immagineà Regolaà Luminosità e contrasto; oppure Immagineà Regolaà Tonalità e saturazione) controllando con gli occhiali colorati; di norma, conviene intervenire prima dell’accoppiamento sull’immagine destra, a volte anche togliere molto colore; ricordarsi alla fine di salvare il risultato sul desktop o su una cartella apposita.

11)  Esistono dei programmi molto veloci per creare anàglifi o doppie coppie, ma PRIMA conviene elaborare in FOTOSHOP o programma simile le immagini originali per eliminare difetti, particolari non desiderati, decidere bene le inquadrature, eliminare le dominanti; bisogna CONSIDERARE che troppi megapixel originari possono rallentare molto (od addirittura impedire) le operazioni di collimazione, per cui, tenendo sempre ben al sicuro le immagini originali, conviene smanettare con una copia che permetta i famosi 500 DPI; quando poi i mezzi tecnici lo permetteranno, si ripeterà l’operazione dall’inizio per le immagini che nel trascorrere del tempo si sono rivelate anche a parere degli osservatori (non vi fidate del giudizio personale!) dei capolavori.

12)  Nel caso che, ad esempio nei corridoi di Montecitorio, si trovino guide rosse inelibinabili che risulterebbero troppo dominanti assieme ai troppi damaschi rossi, conviene passare, almeno per l’immagine destra, alla sola scala dei grigi PRIMA di creare l’anàglifo.

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La scansione della coppia stereo stile fine ‘800 deve essere fatta alla stessa definizione (diciamo 400 dpi, anche se i campioni inseriti da Bill Gates sono SOLO a 72 dpi) e in dimensioni reali. Importate le due immagini nel computer, aprire Photoshop e chiamare entrambe le immagini sullo schermo. Ingrandire leggermente il quadro dell’immagine sinistra, copiare l’immagine destra e incollarla su quella di sinistra. Tramite finestra à mostra livelli, impostare il metodo normale e la trasparenza al 50%, in modo che le due immagini sovrapposte risultino entrambe visibili. Ora occorre spostare orizzontalmente e verticalmente l’immagine destra rispetto a quella sinistra, fino a quando le due immagini coincidano relativamente ad un oggetto che compaia ad una distanza intermedia tra il primo piano e lo sfondo. Questi spostamenti possono essere effettuati con il mouse, mediante il comando sposta, oppure (sempre sotto lo stesso comando) utilizzando dalla tastiera le frecce alto-basso-destra-sinistra. Qualora si volesse ottenere un effetto stereo diverso dal normale, si possono far coincidere gli oggetti in primo piano (parallasse negativa) o quelli sullo sfondo (parallasse positiva), ma riferendosi ad oggetti intermedi la prospettiva stereo risulta la più naturale.

Una volta sistemate le due immagini sovrapposte, si riporta la trasparenza al 100%, si imposta il comando Taglierina alle dimensioni di 6 cm sia in altezza che in larghezza per la visione anche ad occhio nudo o con i soli occhiale da presbite ( io, personalmente, preferisco ormai la doppia immagine12x9 che, in totale, consente una nitidissima 12cm x 18cm standard ed economica godibile con un visorino LOREO a lenti appena prismatiche facilmente reperibile ed il risultato è perfetto persino con le coppie di repertorio da 72 dpi, puoi guardare a pieno campo visivo a destra, sinistra, sopra e sotto, hai l’effetto balcone, non finestrella Vittoriana!), la definizione ad almeno 300 dpi, e si ritaglia la porzione di immagine più grande possibile. Il comando taglierina ritaglia sia l’immagine visibile che quella sottostante.

Ora, mediante i comandi Immagineà dimensione quadro, si ingrandisce il quadro ad una altezza di 7 cm e larghezza di 14 cm, con ancoraggio a sinistra, e con il comando Sposta si allontana l’immagine destra, ovviamente verso destra in orizzontale, separandola da quella sinistra, e lasciando tra le due immagini una distanza di circa 2 mm; IO PERSONALMENTE NON LASCIO SPAZI PER IL VISORE LOREO (STAMPA UNICA 12X18, ripeto che vengono bellissimi i vicoletti dei paesi, anche quelli insignificanti), ADDIRITTURA MI BASO SULLA SOLA GRIGLIA PER IL RISCONTRO VERTICALE E REGOLO IN VISIONE con la pratica AD OCCHIO L’INTERDISTANZA; LA COLLIMAZIONE ORIZZONTALE LA TROVO SEMPRECON LO SGUARDO. L’ultima operazione è livellià unico livello, dopo di che si salva il tutto e si passa alla stampa: a 10 centesimi si ottengono dai buoni laboratori doppie coppie in cartoncino opaco molto migliori di quelli da me ottenuti, a prezzi ben più alti, nell’Anno Santo del 2000.

 

Per il programmimo gratuito ANAG 13 (decentissimo!) al momento si devono ridurre le immagini sorgenti D/S a non più di 6 mega cadauna, basta per una 70x100cm..

 

Qui sotto sono riportate alcune coppie adatte al visore Loreo: per quello normale, l’immagine sommatoria orizzontale non dovrebbe superare i 18cm.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

            Dal 2009 uso –per le cosiddetta coppia vittoriana- il taglio verticale (due 12x9) su carta opaca (per evitare fastidiosi riflessi) 12x18 ed osservo la coppia con il visorino prismatico e positivo LOREO: l’interspazio bianco tra le due immagini S/D non è necessario, ma una spaziatura di un solo millimetro bianca aiuta i principianti nella prima considerazione dell’effetto stereo.

Ad occhio nudo o con i soli occhiali da presbite (non prismatici!) serve un interasse non superiore ai 70mm; una volta captata e capita l’immagine (la primissima volta non cercate l’immagine 3D, ma il solo identico allineamento orizzontale delle due immagini S/D!) la mente riposa appena si forma magicamente l’immagine 3D; le stampe anaglittiche (almeno 30x40) si possono osservare per diversi minuti senza nessun fastidio ed in pieno rilassamento, le scene Dolby cinematografiche (MOVIMENTO!) in 3D obbligano ad una attenzione che stanca, con il sistema ad occhiali “shutter” alternanti c’è chi accusa, nel tempo, fastidi vari, con gli occhiali passivi polaroid (specie se circolari destrorsi e sinistrorsi) non si è mai lamentato nessuno.

 

UMBERTO CANTONI

Via Francesco De Sanctis 15/b

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            International Stereoscopic Union e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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            Antonello Satta- Archivio Stereoscopico Italiano

Via Scappachio 43 1-35030 Selvazzano (PD)

 

indirizzo forum: http://groups.yahoo.com/group/ISU3D/messages

Archivio Stereoscopico Italiano http://www.archiviostereoscopicoitaliano.it/

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Roberto Soldati)

 

Ph.D. Yitzhak Weissman

Advances Visual Solution –Three-dimensional projection displays

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. web: www.advisol.com.il